COS'È L'ANATOCISMO?
L’anatocismo è la pratica con la quale la banca addebita interessi sugli interessi passivi già maturati e scaduti.
Esso è diventato negli ultimi anni uno dei principali motivi di contenzioso tra le banche e i loro clienti, privati e aziende indistintamente.
L’anatocismo è vietato nel nostro ordinamento dall’articolo 1283 del codice civile, in base al quale gli interessi scaduti possono far maturare interessi solo dalla data in cui è stata proposta la domanda giudiziale o per effetto di una convenzione posteriore alla loro scadenza, sempre purché essi siano dovuti per almeno sei mesi.
QUANDO SI PUÒ PARLARE DI USURA BANCARIA?
Il reato di usura bancaria consiste nell’applicazione di interessi ad un tasso superiore a quello stabilito dalla legge. Essa può concretizzarsi nei:
– contratti di mutuo, fisso o variabile
– finanziamenti, personali o finalizzati
– cessione del quinto, stipendio o pensione
– leasing
– conti correnti
– carte revolving
ed altri rapporti bancari meno comuni come antici e sconti commerciali, factoring, ecc.
Il tasso di interesse “usurario” è calcolato tenendo conto “delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.
Il reato di usura è regolato dall’art. 644 c.p. e successive modifiche apportate dalla Legge 7 marzo 1996, n. 108.